lunedì 4 settembre 2017

Recensione | La donna di ghiaccio - Robert Bryndza

Buongiorno Readers! Voglio iniziare questo lunedì parlando del thriller La donna di ghiaccio di Robert Bryndza, una lettura che mi ha appassionata sul finale ma che ha avuto un inizio un po' lento e poco coinvolgente. Vi lascio qualche informazione in più e poi la mia personale opinione..! :)



Titolo: La donna di ghiaccio
Autore: Robert Bryndza
Editore: Newton Compton
Data di uscita: 25 Maggio 2017
Pagine: 384
Rilegato: 9.90 €

ROBERT BRYNDZA Dopo anni dedicati alla scrittura, si è conquistato una fama incredibile con il suo thriller d’esordio, La donna di ghiaccio, che in pochi mesi ha venduto oltre 1 milione di copie ed è in corso di traduzione in 27 Paesi. È inglese e vive in Slovacchia con suo marito Jàn. Potete seguirlo sul sito robertbryndza.com

TRAMA Il corpo congelato. Occhi spalancati e labbra socchiuse. Come se fosse morta mentre era sul punto di parlare… Quando un ragazzo scopre il cadavere di una donna sotto una spessa lastra di ghiaccio in un parco di Londra, la detective Erika Foster viene subito incaricata dell’indagine sull’omicidio. La vittima, giovane, ricca e molto conosciuta negli ambienti della Londra bene, sembrava condurre una vita perfetta. Ma quando Erika comincia a scavare più a fondo tra le pieghe nascoste della sua esistenza, trova degli strani punti di collegamento tra quell’omicidio e l’uccisione di tre prostitute, assassinate secondo un macabro e preciso rituale. Ma chi era veramente la ragazza nel ghiaccio? Quali segreti nascondeva? Il ritratto che ne dà la famiglia corrisponde alla verità? Erika ha l’impressione che tutti gli elementi a cui si aggrappa nel corso delle ricerche le scivolino via dalle dita, ma è cocciuta, determinata e disposta a qualunque cosa pur di arrivare a capire che cosa si cela dietro quella morte violenta…

La donna di ghiaccio è un libro che ho ricevuto dalla Newton Compton, che ringrazio perchè Robert Bryndza è un autore che non conoscevo e che invece sembra davvero avere del potenziale, soprattutto considerato che questo è il suo esordio come autore pubblicato.

Il mio problema con questa lettura è stata probabilmente la poca affinità che ho sentito con la protagonista, Erika Foster. Detective da più di dieci anni, Erika è un personaggio tutto impulsi e poca ragione, una donna capace di fare follie pur di seguire la sua pista e trovare il colpevole, ma anche una persona con un recente passato drammatico che le imbriglia il cuore e la fa agire contro ogni razionalità perchè la rabbia e il senso di impotenza sono probabilmente gli unici due fattori che la fanno proseguire con la sua vita e soprattutto con il suo lavoro.
«Sai come andrà a finire vero? Potresti perdere il distintivo, la reputazione.» «Signore, io ho perso quasi tutto. Mark e la vita che amavo al nord, circondata da amici, in un posto che potevo chiamare casa. L’unica cosa a cui posso aggrapparmi è un senso  di moralità, e la speranza che per le nove di mattina sarò riuscita a rendere giustizia.»
Se da una parte ho provato compassione ed empatia per quest'anima stravolta, dall'altra ho alzato gli occhi al cielo ad ogni suo gesto avventato, ad ogni azione ingiustificata e ad ogni suo andare contro le regole per poi ritrovarsi al punto di partenza. Una sensazione di antipatia che non sono proprio riuscita a lasciar perdere e che mi ha parecchio rovinato la lettura che altrimenti avrebbe decisamente meritato una mia valutazione più alta.

La trama è infatti abbastanza intrigante, ancora di più il mistero da risolvere che si rivela sempre più inquietante e oscuro. L'assassino si rivela presto essere un serial killer di cui viene definito il modus operandi e ogni possibile carattere fuorché l'identità. Per l'intero libro vengono messe in discussione le parole di ogni personaggio, si creano dubbi e perplessità su ogni comportamento e in particolare sospetti su chiunque sia legato alla vittima iniziale, ma solo sul finale il mistero viene risolto e vi assicuro che è meno prevedibile di quel che può sembrare. Bryndza è infatti un mago del depistaggio e della suspense, lasciando indizi qui e là che assumono un senso solo a mistero risolto.

L'autore ha uno stile fluido e scorrevole, una capacità di rendere viva la storia che racconta, ma al contempo ho trovato diverse parti sovrabbondanti, descrizioni, situazioni o dialoghi che avrebbero potuto non esserci e la lettura in sé non avrebbe perso nulla. In effetti, a parte la rivelazione iniziale del cadavere e i primi momenti di indagine, per due terzi del romanzo la storia non sembra "decollare", anzi, ho trovato parecchio lenta e poco appassionante tutta la prima parte.

Fortunatamente, come ho detto, il finale è davvero una sorpresa e in qualche capitolo farcito di adrenalina e colpi di scena la lettura si trasforma in un flusso irrefrenabile di curiosità, dove ogni parola porta alla seguente, ogni capitolo lascia in sospeso qualcosa fino a ritrovarsi alla trecentottantaquatresima pagina a bocca aperta.

Una narrazione quindi poco omogenea a mio parere che insieme al pessimo carattere della detective ha reso meno entusiasmante questa lettura alla quale mi sento di dare come valutazione un 3/5. Un esordio interessante per un autore che sembra avere grandi capacità, ma che a mio parere deve ancora maturare ed evolvere le scelte di narrazione, al passo con la protagonista.
Consiglierei questo libro... a chi è in cerca di un thriller capace di stupire, intrigare e lasciare con il fiato sospeso, senza però partire con grandi aspettative.

Un ultimo appunto: semplice, ma efficace...ho trovato la cover davvero azzeccata! 


Qualcuno di voi ha già letto questo libro? Siete della mia stessa opinione o pensate che sia stata troppo severa nel valutare? Aspetto i vostri feedback nei commenti, fatemi sapere che ne pensate o se lo leggerete nonostante le mie critiche..sono curiosa! :)

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